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Monthly Archives: ottobre 2011

La giusta età

«Mamma» l’ha detto, adesso basta, lasciatelo in pace.
Ai giardinetti, il solito bamboccio è circondato da donne di varia età che lo stanno torchiando. Volevano che dicesse «mamma» e lui l’ha detto, è crollato quasi subito, ma loro non si accontentano. Ora attaccano con «nonna», poi pretenderanno che pronunci i nomi di tutte le presenti. Vogliono una confessione completa.
Frastornato da quel tourbillon di permanenti fresche, profumi, collane tintinnanti su tette più o meno sode, il piccolo si guarda intorno ed emette un latrato. Le signore ridono, lo trovano carinissimo. L’interrogatorio continua, il bambino si volta verso di me, il suo piccolo mento tremola.
Non posso fare niente per aiutarti, cosetto. Ti sei fatto incastrare, peggio per te, potevi fare finta di dormire, è una vecchia mossa che funziona sempre. Ti serva da lezione: quando avrai problemi con le donne, figlie, ex mogli o portinaie che siano, nessuno ti potrà dare una mano. Ricordatelo bene. Adesso mettiti a piangere. Viene voglia anche a me, ogni tanto. Alla tua età, però, ancora funziona.

Da Un calcio in bocca fa miracoli, di Marco Presta

 

Posted by on 22 ottobre 2011 in Libri, Riflessioni, Risate

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Falling down

Falling DownMia madre mi ha raccontato diverse volte che mio padre, il giorno della mia nascita, è dovuto andare dai carabinieri e chiedere un nulla osta per poter utilizzare l’automobile. Era il periodo della prima grande crisi petrolifera e tutti i governi europei si obbligarono ad uno stato di austerity per risparmiare il prezioso carburante. La stessa crisi che, assieme al mercato dei cereali, causò negli anni seguenti aumenti dei prezzi e svalutazione della moneta.
Il mondo (il mio mondo, anche se a quell’età non me ne poteva fregar di meno) era allo sfascio.
Una decina d’anni più tardi, nel mio mondo accadono avvenimenti quali la strage di Bologna, la strage di Ustica, il tentato assassinio del Papa, la guerra tra Iran e Iraq, l’invasione delle Falkland, le rivolte in Sudafrica contro l’apartheid, l’esplosione di Chernobyl, il primo avvistamento del buco nello strato di ozono.
Insomma, il mondo era ancora allo sfascio, forse anche più di prima.
Dopo un’altra decina d’anni le cose non sembrano migliorare: la guerra in Jugoslavia, il cannibale di Milwakee, l’assassinio di Falcone e Borsellino, lo scandalo “Mani pulite”, il genocidio in Rwanda (che provoca oltre un milione di morti), la guerra in Bosnia, la mucca pazza, la guerra in Kosovo, i cibi alla diossina.
Lo sfascio continua.
Anche nel decennio successivo: l’attacco terroristico alle Twin Towers, la reazione americana con l’invasione dell’Iraq, la SARS, il dramma del Darfur, la strage di Beslan, il maremoto nell’Oceano Indiano, Katrina, l’influenza aviaria, la bolla immobiliare, le prime rivolte dei popoli sottomessi.
E oggi non va molto meglio.
Terremoti, incidenti nucleari, nubifragi, manifestazioni pacifiche trasformate in guerriglia urbana da gruppi di facinorosi.
Il mondo è pieno di brave persone. A voler rimanere legati, per deformazione professionale, ad un più che scientifico ambito statistico, almeno la metà degli abitandi della terra sono classificabili come brave persone.
Ma ogni brava persona fa parte di un gruppo. Una città, una nazione, una fede politica, una fede religiosa. Perfino una tremendamente inutile fede calcistica. Mettili insieme e diventano gente, termine che può tranquillamente essere tradotta in “ammasso di stronzi”. E la gente, si sa, è un mostro incontrollabile. Noi gente riusciamo a produrre una quantità di cazzate tale da riempire ogni santo giorno le pagine dei quotidiani. Noi gente siamo talmente prolofici in quanto a trattamento di elementi scatologici da essere secondi solo agli scarabei stercorari. Sembra proprio che noi gente non riusciamo a vivere senza scendere ogni giorno un gradino più in basso.
Però io di questa continua caduta mi sono francamente rotto i coglioni.

 

Posted by on 20 ottobre 2011 in Riflessioni

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