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Il mercato e la guerra

dicembre 29

Negli anni ’80 le guerre in qualche parte del mondo erano all’ordine del giorno. Per non parlare dei dirottamenti, che almeno allora difficilmente si concludevano con lo schianto del velivolo e conseguente dipartita degli esseri viventi presenti al suo interno.
I telegiornali erano zeppi di immagini di carri armati che avanzavano lenti, bombe che esplodevano e fucili che sparavano. La mia (allora) piccola sorellina, quando vedeva quelle immagini ci chiedeva “Perché lì è arrivata la guerra?” oppure “Ma da noi non arriva la guerra, vero?”. Insomma, parlava come se “la guerra” fosse un’entità, una malattia, un qualcosa che arrivasse e costringesse gli uomini ad imbracciare un fucile.
Beh, forse non era tanto lontana dalla realtà, in fondo la guerra è follia. Ma il ricordo dell’espressione di mia sorella mi è balzato davanti agli occhi proprio in questi giorni, associato ad un’altra entità astratta che sembra arrivare e sconvolgere intere nazioni: “il mercato“. Non parlo certo del mercatino rionale, ma di quel mercato che alza lo spread, svaluta le monete, manda in bancarotta paesi e depone governi democratici.
I telegiornali di questi ultimi mesi parlano di spread che sale, interessi dei titoli di stato alle stelle, di svalutazione di questa o quella moneta. E la causa è il mercato. Se un governo vara una manovra che non piace al mercato, questo lo punisce. Se il mercato chiede, i governi concedono. Insomma, per essere un’entità astratta, questo mercato è proprio un grande schiccheratore di zebedei.
Ho parlato di entità astratta, perché non si può associare i movimenti finanziari ed economici che definiscono un mercato ad un qualcosa di tangibile, tantomeno ad una persona fisica o giuridica. Ma…
Siamo sicuri che dietro l’entità astratta mercato non ci sia qualche entità tutt’altro che effimera che ne condiziona l’andamento? Personalmente questa sicurezza l’ho persa da tempo e anzi sono convinto del contrario. Sono assolutamente certo che dietro la crisi finanziaria di questi ultimi anni ci siano una o più menti che lavorano per raggiungere obiettivi ben precisi. Ci sono tante teorie su chi siano i registi di questa crisi mondiale: gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, FMI, banche a vario titolo. Una cosa è certa, la politica ha perso gran parte del suo potere in favore dei gruppi finanziari più potenti e questo, nonostante i non sempre onesti comportamenti dei politici, non è per niente un bene.
I nostri governi sono ormai alla mercé del mercato e di chi, più o meno occultamente, ne stabilisce (o condiziona) le leggi. Destra, sinistra o centro, oramai nessuno schieramento politico può veramente governare secondo la sua ideologia ma, se non vuole far fallire il proprio stato, deve invece assecondare il mercato.
Beh, la mia piccola sorellina direbbe: “Mamma ho paura che il mercato arrivi anche qui”.
È tardi sorellina, è già qui, nel bene e nel male. Io mi limiterò ad aggiornare i modi di dire: “Piove, mercato ladro”.

 

Posted by on 29 dicembre 2011 in Politica?, Riflessioni

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