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Non è qui, adesso

giugno 03

Tutti cerchiamo un posto. Il nostro posto, quello che ci appartiene e ci dona serenità.
La nostra vita, gli incontri che facciamo, le decisioni che prendiamo, le scelte di cui ci pentiamo, gli errori che disconosciamo; tutto ciò serve un solo scopo: trovare il nostro posto.
C’è chi passa la vita intera a cercarlo senza mai neppure avvicinarsi a trovarlo, perché non esiste o perché in fondo si è talmente assuefatto alla disperazione della ricerca da non voler più smettere. O più semplicemente perché, in fondo, non vuole trovarlo, per poter continuare a giustificare la miseria che lo impregna e lo circonda. Ma la vita l’abbiamo solo in prestito e al momento di restituirla ci si rende conto che non è servita a nulla se, prima della sua fine, non abbiamo trovato il nostro posto nel mondo.
In fondo non si può neppure affannarsi troppo a cercarlo, perché può essere sfuggente, come un’idea, un nome sulla punta della lingua, la sottilissima fibra di cotone che si poggia sulla pupilla creando un piccolo serpente trasparente che si sposta ogni volta che si cerca di metterlo a fuoco ruotando il bulbo. Spesso devi girare mezzo mondo per scoprire che l’hai lasciato al punto di partenza.
Quello che bisogna imparare a fare è riconoscerlo. Il posto giusto, quello vero, è spesso nascosto fra le pieghe della realtà, dietro lo sguardo di uno sconosciuto, il sorriso di una donna, un invito a cena inaspettato, la spalla di un amico. Chi ci riesce, vince: trova equilibrio, una appagante serenità e un numero variabile di esplosioni di felicità.
Ero convinto di averlo trovato, il mio posto, di averlo riconosciuto. Un lavoro che mi piace, una casa da rendere mia, qualche amico vecchio e nuovo con cui condividere bei momenti. Ci sono stati altri posti che mi hanno illuso, tanti in effetti, ma questo sembrava davvero promettente.
Eppure mi sbagliavo, neppure questo è quello giusto. Lo sembrava, ma non lo è. Non so neppure definire come lo so: una sensazione, un’idea, un malessere latente che mi spinge a domandarmi se lo sia. E quando te lo domandi, smette di esserlo se mai lo è stato.
Metto in valigia una sua fotografia, quella migliore, mentre le altre le lascio appese al muro di questa casa che non sarà più la mia Casa. E riprendo la ricerca, perché il mio posto non è questo, non così, non adesso.

 

Posted by on 3 giugno 2012 in Riflessioni, Sogni

1 Comment

One response to “Non è qui, adesso

  1. Alfa

    23 agosto 2012 at 19:15

    Ogni fibra di cotone che mi capiterà in un occhio mi farà pensare a qual è il mio posto, quello giusto. E ai giri intorno che si fanno inseguendo lo stesso ciclico stanco posto, tornando sempre comunque là.
    …ti auguro di aver trovato il tuo posto qui ed ora. O per lo meno di esser felice lontano dal tuo non posto..
    🙂

     

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