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Quell’insostenibile leggerezza dell’eros

Pubblicato su La voce del padrone.

Buio.
Le lenzuola di seta porpora ci avvolgevano completamente. Non so perché avesse fatto quella scelta, ma il contatto di quel tessuto delicato sulla pelle mi regalava una sensazione quasi contraddittoria di freschezza e calore. Mi piaceva tanto quella sensazione, e mi piaceva sentire il profumo di lei. Eravamo sdraiati sul fianco destro, il mio petto a contatto con la sua schiena, le mie labbra che sfioravano la sua nuca. Avevo il naso fra i suoi capelli e m’inebriavo di lei. Entrambi compivamo dei leggeri movimenti, ognuno volto a trovare un contatto nuovo, diverso, più intenso ed intimo. Le mie mani la stringevano, accarezzandole i seni e la pancia, mentre le sue mani premevano sul dorso delle mie, assecondandone i movimenti. Sentivo il nostro desiderio crescere all’unisono, il calore dei nostri corpi aumentare lentamente, la carezze farsi sempre più audaci. Precedendomi di un solo attimo, fu lei a modificare la forma che avevamo assunto, voltando il suo viso verso il mio.
Buio.
Non potevo vederlo, ma immaginavo il suo sguardo su di me, i suoi occhi nei miei. Avvicinò le sue labbra alle mie e le sfiorò delicatamente. Le schiudemmo insieme ed il nostro bacio si fece appassionato e languido. Le nostre lingue si avvinghiarono alla ricerca di quell’intimità irraggiungibile quanto agognata, il cui inseguimento inebria corpo, mente ed anima. Sentivo i suoi seni premere contro il mio petto, le sue mani percorrermi la schiena, le sue gambe accarezzare le mie. Il sapore del suo bacio mi riempiva, saturando il mio corpo dell’intenso piacere dell’abbandono. L’abbandono incondizionato, il concedere ed il concedersi, la convinzione che nulla avrebbe potuto turbare quel momento di estrema condivisione.
Buio.
Le sue mani si insinuarono fra i nostri corpi, cercando la prova del mio desiderio. Mi guidò dentro di se con studiata lentezza e sentii il suo calore avvolgermi gradualmente ma completamente. Mi circondò con braccia e gambe stringendomi forte a se, invitandomi a penetrare fino in fondo al suo essere, fino a fonderci in una sola cosa. Entrai in un sublime stato di trance, nel quale i miei pensieri vagavano rapidi e incontrollati senza soluzione di continuità. Respiravamo entrambi affannosamente ed il crescere dei suoi gemiti accompagnava i miei movimenti. Lei mi assecondava, senza remore né pudore. Mi resi conto che la sua stretta aumentava costantemente di vigore mentre il mio cuore aumentava i battiti. Smisi di respirare, per un attimo ed un’eternità, la mia schiena era percorsa dalle sue unghie che mi graffiavano senza però farmi male, e mi accorsi che anche lei aveva fermato il suo respiro e, soprattutto, i suoi gemiti. Avevo gli occhi chiusi, le palpebre strette come a proteggerli da una luce intensa che non era nella stanza, ma proveniva da dentro il mio corpo, dalla mia mente, forse. Ripresi a respirare dopo un tempo che mi sembrò lunghissimo, accasciandomi su di lei. Le sue mani accarezzavano dolcemente la mia schiena ed il suo respiro tornava lentamente normale. Riaprii gli occhi mentre la luce abbacinante che mi aveva travolto poco prima si attenuava sempre più rapidamente, lasciandomi addosso una insostenibile leggerezza.
Buio.

 

Posted by on 31 gennaio 2007 in Ricordi, Riflessioni

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